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Michelangelo Antonioni
foto Claudio Porcarelli

michelangelo antonioni : regista (1912 - 2007)

Michelangelo Antonioni nasce a Ferrara il 29 settembre 1912. Arriva al cinema dopo lunghe e significative esperienze negli anni '50 e più di altri quindi si trova ad essere testimone del passaggio da un'epoca ad un'altra. Alla sua scuola si sono riferiti importanti registi quali Akira Kurosawa, Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Wim Wenders.

Antonioni, spesso definito come regista borghese e autore della crisi, dopo aver collaborato alla sceneggiatura di "Un pilota ritorna" (1942) di Rossellini e lavorato come aiuto-regista per Marcel Carné, dirige "Gente del Po" (1943-1947) il suo primo documentario. Il suo lungometraggio di esordio è "Cronaca di un amore" del 1950, acuta analisi d'una crisi di coppia. Seguono, tra gli altri, "La signora senza camelie" (1952) e "Le amiche" (1955), angosciata lettura del bel racconto "Tra donne sole" di Cesare Pavese.

In questi suoi primi lavori si delineano nettamente le caratteristiche fondamentali dell'opera del regista: la difficoltà a stabilire rapporti interpersonali veri, l'inafferrabilità del reale, lo spaesamento dell'individuo alle prese con una società fredda e poco umana.

La sua ricerca affronta tematiche individuali che necessitano di un linguaggio cinematografico capace di esprimere i tempi e gli spazi della psicologia umana.

La rottura con il neorealismo si evidenzia ne "Il grido" (1954), che sposta dall'ambiente borghese a quello proletario le tematiche del malessere esistenziale, eleggendo a protagonista un operaio che spegne nel suicidio la pena della conclusione di una lunga relazione sentimentale.
La strada intrapresa da Antonioni è quella di focalizzare i personaggi, di far parlare i loro comportamenti piuttosto che i fatti. Dall'analisi di questi comportamenti il regista giunge alla critica della società, e attraverso i conflitti dei personaggi descrive l'asettico ambiente borghese in cui si muovono. Antonioni si concentra sui mutamenti della realtà sociale, cerca di comprenderne la complessità, le tensioni e gli sviluppi.

Da qui in poi il percorso di Michelangelo Antonioni procede spedito sulla via d'un deciso rinnovamento, sia linguistico che nei contenuti: "L'avventura" (1960), "La notte" (1961), "L'eclisse" (1962), "Deserto rosso" (1964), pongono personaggi femminili al centro di storie segnate dalla perdita e dallo sgomento.

Nel 1967 si trasferisce in Inghilterra per girare "Blow-up", poi è la volta di "Zabriskie Point" (1969), in cui sottolinea il carattere di una civiltà dominata da consumismo e repressione, destinata all'autodistruzione. Il film fu avversato da molti, ma questo non distolse Antonioni dal continuare il suo percorso, in cui cercava di inserire i suoi personaggi nella realtà contemporanea, osservata il più possibile in contesti differenti. Con queste intenzioni fu concepito "Chung kuo, Cina" (1972), un viaggio (lungo più di 4 ore) attraverso la Cina di Mao Tse Tung, e "Professione reporter" (1974, con Jack Nicholson), attenta riflessione sui rapporti tra Occidente e Terzo Mondo, nella cui conclusione si ritrovano i segni dell'antica maestria del regista.

Nel 1994 realizza "Al di là delle nuvole" (con Kim Rossi Stuart, Ines Sastre e Sophie Marceau), diretto insieme a Wim Wenders.

Rivisto oggi il cinema di Michelangelo Antonioni può ancora apparire moderno e innovativo, prendendo anche sole poche immagini, ma per altri aspetti potrebbe apparire datato, poichè privo di eredi che abbiano saputo sviluppare la sua lezione.

© Sipario 2011