foto Claudio Porcarelli
mario monicelli : regista 1915 - 2010
Mario Monicelli nasce a Viareggio il 16 maggio 1915.
Suo padre Tomaso, fondatore della prima rivista
di cinema "Lux et Umbra", fu celebre giornalista
e critico teatrale, all'interno della sua famiglia, conobbe
e frequentò grandi personalità della letteratura
e dello spettacolo, in questo ambiente fortemente intellettuale
Monicelli crebbe, apprese, venne stimolato e mosse i suoi primi
passi verso il mondo dello spettacolo.
Dopo un periodo romano in cui frequentò le
scuole elementari, Monicelli e famiglia si trasferirono nuovamente
a Viareggio, poi a Milano dove il giovane Monicelli iniziò la
sua carriera universitaria che concluse poco prima della guerra,
laureandosi in Storia e filosofia a Pisa.
L'esordio cinematografico come regista avvenne
nel 1934. In quell'anno Mario Monicelli girò insieme
al cugino e amico Alberto Mondadori, (la sorella di Tomaso
Monicelli era la moglie di Arnoldo Mondadori), il cortometraggio Cuore rivelatore, cui fece seguito il mediometraggio muto, I ragazzi della via Paal che, nella sezione "passo ridotto" della
Mostra del Cinema di Venezia, vinse il primo premio grazie
al quale, Monicelli ebbe la possibilità di lavorare
in un vero film; iniziò così la sua carriera
sul set come ciakista con il regista Gustav Machaty. Sotto
lo pseudonimo di Michele Badiek diresse nel 1937 il suo primo
lungometraggio, Pioggia d'estate.

foto Maurizio
Galimberti
Il grande interesse per il cinema portò Monicelli
a ricoprire altri ruoli minori su vari set, finché il
montatore Giacomo Gentilomo, alla direzione del suo primo film, La granduchessa si diverte, lo chiamò come aiuto regista.
Nel 1940 entrò nella cavalleria dell'esercito e vi rimase
fino al 1943. Scampato ad un'improbabile carriera militare,
grazie all'amico Riccardo Freda, conobbe Stefano Vanzina con
il quale scrisse il film di successo Aquila
Nera, per la regia
di Freda. Successivamente sceneggiò con Steno il film Come persi la guerra, da questo momento i due formarono una
coppia amata da produttori e pubblico.
Insieme a Steno nel 1949 sceneggiò e
diresse Totò cerca casa, che fu secondo incasso della
stagione italiana di quell'anno, a questo straordinario film
seguirono, E' arrivato il cavaliere (1950), Vita
da cani dello
stesso anno, Totò e i re di Roma (1951) in cui venne
inserito Alberto Sordi il cui successo era nato dalla radio
più che dal cinema, e fu grazie a questo film che tra
Sordi e Monicelli nacque un rapporto di grande collaborazione
nonché di amicizia e stima.
Nel 1951, ancora con Steno, fu la volta di Guardie e ladri fotografato da Mario Bava vinse il premio per
la miglior sceneggiatura a Cannes, il Nastro d'Argento e la
Palma d'Oro a Totò. Nel 1953 girò da solo Totò e
Carolina: questo film uscì nelle sale, dopo essere stato
bloccato dalla censura, in seguito a 21 tagli e alla modifica
di 23 battute, solamente nel 1955, dopo Proibito. Con Totò e
le donne (1952) e Le infedeli (1953), la lunga e proficua collaborazione
tra Steno e Monicelli finì.
Nel 1955 lavorò con Sordi nel film Un eroe dei nostri tempi e nel 1957 vinse l'Orso d'argento
per il film Padri e figli con Aldo Fabrizi ed una giovanissima Gina Lollobrigida. L'anno dopo, nel 1956, con I
soliti ignoti,
Monicelli tentò nuovamente di far concorrere la pellicola
all'interno della mostra, ma questa volta, il colpo non riuscì,
in compenso con il film vinse il Nastro d'Argento per la migliore
sceneggiatura scritta insieme ad Agenore Incrocci, Suso
Cecchi D'Amico e Furio Scarpelli. Con Scarpelli, Agenore Incrocci
e Luciano Vincenzoni, Monicelli scrisse nel 1959 La
Grande guerra che alla Mostra del cinema di Venezia, nonostante una
tiepida accoglienza da parte dei critici, venne osannato a
tal punto dal pubblico che vinse il Leone d'oro 'ex-aequo'
con Il Generale della Rovere di Rossellini.
Risate di gioia con Anna Magnani e Totò venne
girato nel 1960, con riluttanza della stessa attrice protagonista,
convinta che la presenza di Totò declassasse il film.
Dopo un anno, grazie al produttore Carlo Ponti, Monicelli girò Renzo
e Luciana (1961) un episodio di Boccaccio '70, che nonostante
la collaborazione di Italo Calvino e Giovanni Arpino alla sceneggiatura,
venne tagliato dal resto del film e non poté partecipare
al Festival di Cannes.
Nel 1963 Monicelli girò I
compagni con Bernard Blier, Marcello
Mastroianni, Renato Salvatori,
Annie Girardot e per la prima volta sullo schermo apparì Raffaella
Carrà.
Nel 1966 fu la volta dello straordinario L'armata Brancaleone:
il produttore, Mario Cecchi Gori, non avendo nessuna speranza
che la pellicola avesse successo, costrinse Monicelli a partecipare
economicamente al film che fu un trionfo.
La ragazza con la pistola nel 1968 consacrò la bellissima
e comicissima Monica Vitti come geniale attrice comica. Nel
1969 girò Brancaleone alle crociate, altro applauditissimo
film e nel 1974 diresse Ugo Tognazzi e l'esordiente Ornella
Muti nel dissacrante Romanzo popolare.
Nato da un soggetto di Pietro Germi nel 1975
con Ugo Tognazzi, Philip Noiret, Adolfo Celi e Gastone Moschin
fu la volta di Amici Miei, nel 1977 fu di nuovo con Alberto
Sordi sul set del drammatico Un borghese
piccolo piccolo a
cui partecipò anche l'americana Shelley Winters.
Ne I nuovi mostri del 1978 Monicelli diresse due episodi esilaranti First aid e Autostop, seguì Signori
e signore buonanotte e nel 1979 in Viaggio
con Anita con Giancarlo
Giannini e la
giovane Goldie Hawn.
Nel 1980 fu la volta di Temporale Rosy che, nonostante la presenza
del bravo Gerard Depardieu e il grande amore che dedicò Monicelli
a questo film, non ebbe alcun successo.
Camera d'albergo del 1981, preludio
di quel genere televisivo oggi chiamato "reality",
fu un fiasco, seguirono Il marchese del grillo (1981)
premio alla regia al Festival di Berlino, Amici miei
atto II (1982), Bertoldo,
Bertoldino e Cacasenno (1984), Le
due vite di Mattia Pascal
(1985), Speriamo che sia femmina del 1986 vincitore
di due David di Donatello, al film e alla regia e di un Nastro
d'Argento, I picari (1988), il film TV La
moglie ingenua e il marito malato (1989), 12 registi per 12 città (1989) in cui Monicelli
firma la regia dell'episodio su la città di Verona, Il male oscuro (1990) tratto dall'omonimo libro di Giuseppe
Berto, Rossini! Rossini! (1991) anno in cui vinse il Leone
alla carriera, Parenti serpenti (1992) dell'esordiente sceneggiatore
Carmine Amoroso, Cari fottutissimi amici (1994), Facciamo
paradiso (1995), Panni
Sporchi (1999), Come quando fuori
piove (TV 2000),
e opere con un'impronta assolutamente politica e attuale come
l'episodio di Un altro mondo è possibile (2001), Lettere
dalla Palestina (2002), e nel 2003 Firenze il nostro domani.
Mario Monicelli, che ha festeggiato il suo
91° compleanno il 15 maggio 2006 in Tunisia, sul set di Le rose del deserto. Ha al suo attivo più di 60 film
come regista ed altrettanti come sceneggiatore, oggi come all'inizio
della sua carriera, è uno dei registi più rappresentativi
della commedia all'italiana, della storia del nostro cinema
e del nostro paese visto attraverso occhi cinici, ironici,
mai compiacenti, sempre liberi da retorica e pregiudizi.
Mario Monicelli si toglie la vita il 29 novembre 2010.