mario martone : regista
Mario Martone, classe 1959, fonda a soli vent’anni
la compagnia teatrale Falso movimento, destinata a diventare
una delle realtà più dinamiche della scena napoletana,
con un repertorio che alterna pièce classiche a teatro
di ricerca. Già dagli anni Ottanta Martone dimostra
una certa sensibilità verso il video, che utilizza sia
in relazione al teatro che come mezzo autonomo: sarà questa
passione a spingerlo verso il cinema all’inizio del decennio
successivo, inaugurando una carriera registica parallela a
quella del palcoscenico, ma sempre all’interno di una
dialettica tra i due mezzi di grande ricchezza. Dopo diversi
premi per il teatro e il video (tra cui il premio Mondello
per Tango Glaciale nel 1981 e il primo premio a Rio
de Janeiro per Perfidi incanti, prodotto dalla Rai
nel 1984), l’esordio dietro la cinepresa avviene nel
1992 con Morte di un matematico napoletano, dedicato
alla figura controversa del professore Renato Caccioppoli:
il film gli procura il Premio speciale della Giuria a Venezia,
ma la consacrazione anche del grande pubblico arriverà tre
anni più tardi con L’amore molesto, che
gli fa ottenere anche un David di Donatello per la regia.
Partecipa al film collettivo I vesuviani (1997), che
raccoglie i migliori talenti partenopei dell’epoca, ma
soprattutto prosegue in un personale intreccio tra teatro e
cinema che culmina, dopo l’esperienza di Rasoi (1993),
trascrizione filmata di uno spettacolo degli anni Ottanta,
in Teatro di guerra (1998): il film, selezionato a
Cannes per “Un certain régard”, rielabora
l’esperienza della messa in scena de I sette contro
Tebe del dicembre del 1996, di cui Martone ha filmato
tutte le prove in Super16, e si aggancia alla tragica realtà coeva
della guerra nei Balcani.
L’attività teatrale procede quindi parallela a
quella cinematografica e lo porta nel 1999 alla direzione artistica
del Teatro di Roma, carica che svolge per due anni in modo
assolutamente innovativo, ma a cui è costretto a rinunciare
sollevando un polverone di polemiche per le presunte pressioni
politiche ricevute. Nel 2003 gira L’odore del sangue,
con Michele Placido e Fanny Ardant, tratto dal romanzo di Goffredo
Parise, mentre nel 2004 presenta la sua rilettura dell’Edipo
a Colono al Teatro India, che ha contribuito a fondare
durante la direzione dello Stabile capitolino.