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Lilla Brignone

lilla brignone : attrice (1913 - 1984)

Adelaide Brignone, in arte Lilla, nasce a Roma il 23 agosto 1913. Rimasta orfana di madre, vive col padre, il regista cinematografico Guido (attori erano anche il nonno Giuseppe e la zia Mercedes). Intrapresa la carriera artistica, non senza difficoltà da parte del padre, debutta giovanissima con Kiki Palmer ne La famiglia Barrett di Rodolfo Besier, quindi per più di un decennio fece parte delle maggiori compagnie dell’epoca - Gandusio, Besozzi, Ricci, Merlini, Stival, Cimara, Benassi - misurandosi soprattutto con un repertorio leggero, poco adatto alla forte carica drammatica della sua personalità artistica.
Determinante fu l’incontro con Giorgio Strehler al neonato Piccolo Teatro di Milano (1947), con il quale lavorò per sette anni, dispiegando appieno le proprie doti espressive e interpretative. Fu Vasilisa ne L’albergo dei poveri di Gor’kij, la contessa Ilse ne I giganti della montagna di Pirandello (1947), Margherita in Riccardo III e Ariel ne La tempesta (1948). Trionfò in Questa sera si recita a soggetto di Pirandello, nel 1949, Estate e fumo di Williams, nel 1950, e in Casa di bambola di Ibsen, nel 1952.
Nel 1953 si allontana dal Piccolo per affrontare nuovi registi e nuovi testi. Con Luchino Visconti, che la considerava la migliore attrice italiana insieme a Rina Morelli, affronta La signorina Giulia di August Strindberg, Come le foglie di Giuseppe Giacosa e Il crogiuolo di Arthur Miller, quest’ultimo portato sulle scene nel 1955 con Gianni Santuccio - suo compagno anche nella vita - Paola Borboni, Adriana Asti e Tino Buazzelli.
Con Luigi Squarzina fu la delicata, nostalgica protagonista di In memoria di una signora amica di Patroni Griffi, nel 1963, e una sobria e maestosa Elisabetta, con Anna Proclemer, regina-rivale in Maria Stuarda di Schiller. Dopo una breve parentesi con Luca Ronconi in Fedra di Seneca, nel 1969, lavorò presso il Teatro Stabile di Genova, dove affrontò Spettri di Ibsen (1975) e Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee (1977), fino ad un nuovo significativo incontro, quello col giovane regista Giancarlo Sepe. Dopo il successo de La casa di Bernarda Alba di Garcia Lorca e di Danza macabra di August Strindberg, Lilla Brignone, nel 1983, fu un’indimenticabile signora Frola in Così è (se vi pare), consacrandosi come una delle più grandi interpreti pirandelliane del teatro italiano. Morirà solo un anno dopo, prima di poter tornare al suo autore forse più amato, Tennessee Williams, di cui avrebbe dovuto interpretare Zoo di vetro con la regia di Sepe.

Interprete estremamente controllata, misurata nei gesti e nella voce, Lilla Brignone fu forse una delle migliori attrici del nostro tempo. Dotata di una presenza scenica fortissima ed inquietante, di una voce profonda e sobria e di un’inesauribile carica espressiva, fu capace di trascorrere dai toni fortemente drammatici della scena classica, a quelli quotidiani dei drammi borghesi, con interpretazioni restate nella storia e nella memoria del teatro.


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