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Giorgio AssummaGiorgio Assumma

Quanti spettatori per il teatro italiano
Intervista di Mario Mattia Giorgetti


Col Presidente della SIAE, parliamo di autori e di come promuovere la drammaturgia italiana, nuova e non, presso i teatri: e dai dati della Società una piacevole sorpresa, con i bilanci tutti in crescita

Siamo nella Comunità Europea. Dai Paesi europei arrivano progetti finalizzati a importare in Italia la loro drammaturgia. Vedi la Francia con il Centro Culturale Francese, vedi la Germania con il Goethe Institut. Investono in iniziative, in promozione, in eventi tesi a far conoscere i loro autori. Bene. La SIAE, quale società che tutela gli autori italiani, che raccoglie i loro diritti economici, ha in seno qualche progetto per promuovere i nostri più significativi autori? Pensiamo a Dino Buzzati, Diego Fabbri, Giovanni Testori, Ugo Betti, Corrado Alvaro e tanti altri di respiro e interesse europeo.
"La realizzazione di progetti o di iniziative promozionali non può mai riferirsi a specifici autori, poiché la SIAE non può attuare iniziative rivolte al collocamento o alla promozione di singole opere o di alcuni autori in particolare, ma deve riguardare - più in generale - tutti gli associati e il repertorio tutelato dalla Società".

Gli autori italiani all’estero
"Negli anni la SIAE ha promosso diverse iniziative per lo sviluppo del repertorio teatrale italiano ed ha partecipato anche ad eventi promossi da altre istituzioni o associazioni, collaborando con AGIS, ETI, Comune di Roma ecc. sia per incentivare la creazione di nuove opere di drammaturgia, sia per conferire uno speciale riconoscimento ad autori già affermati.
Un fattore importante, e anche singolare, se vogliamo, è che la SIAE, secondo il suo statuto e secondo la Legge dovrebbe svolgere attività di promozione della tutela giuridica degli autori italiani. Non c’è una norma che dia espressamente alla SIAE il compito di promuovere la conoscenza culturale degli autori. Questo ruolo di promozione della conoscenza deve essere costruito: io sto cercando di farlo, dacché sono insediato alla presidenza, al di là dello statuto, perché ritengo che sia un ruolo fondamentale che la SIAE può assolvere.
In questo ambito per altre forme di arte abbiamo delle iniziative: per esempio nel nostro museo del Burcardo facciamo incontri e seminari su pittori poco noti o sconosciuti. Per quanto riguarda il teatro noi vorremmo agire su due direzioni: organizzare seminari sugli autori della drammaturgia già affermati ma comunque, in qualche modo, sconosciuti; promuovere dei premi o borse di studio per i giovani autori che trovano enormi difficoltà a farsi conoscere. Per quanto riguarda la prima direzione noi pensiamo di fare iniziative a carattere nazionale ed extranazionale. In tal senso, a partire da quest’anno nel quale la SIAE celebra il suo 125° anno di attività, stiamo organizzando delle iniziative con gli Istituti Italiani di Cultura all’estero, alcuni dei quali sono già in contatto con noi. Certo non si possono fare grandi cose. Non si possono mettere in scena opere in Australia, in America, però si possono organizzare incontri, letture drammatizzate, corredandole di introduzioni storiche e di commenti e riflessioni critiche. Tutto questo può sembrare semplice, in effetti è molto difficile, perché per poter operare con le istituzioni non possiamo prescindere dal Ministero degli Esteri, e questo implica una trafila burocratica piuttosto complessa. Potrò dedicarmi a questo progetto dai primi mesi del prossimo anno, perché finora siamo stati tutti completamente assorbiti da compiti di ristrutturazione interna della SIAE che non ci hanno consentito altro. Questa è però un’iniziativa che giudichiamo molto importante e sulla quale intendiamo impegnarci molto."

Sostegno alla professionalità
Si assiste a un proliferare di adattamenti, rifacimenti di opere teatrali note, di dominio pubblico, che offuscano l'interesse degli organismi di produzione verso la nuova drammaturgia. Quale è la sua interpretazione di questo fenomeno? È puramente strumentale? Oppure è dovuta ad una carenza creativa di novità? Sarebbe interessante sapere quante opere originali di drammaturgia vengono depositate all'anno e quanti adattamenti.
"Nell’ultimo anno sono state depositate alla SIAE quasi 4.000 opere teatrali e sono stati rilasciati circa 850 permessi generali di rappresentazione a compagnie professionali, mentre oltre 3000 sono state le rappresentazioni ad opera di compagnie amatoriali.
Credo che alla base del proliferare di adattamenti e rifacimenti di opere teatrali vi sia sicuramente la difficoltà di "investire" in qualcosa di nuovo: per un autore che crea una nuova opera l’ostacolo maggiore è quello di trovare un impresario disposto a rischiare. Non si tratta, quindi, di una carenza di novità creative, ma della difficoltà di trovare un teatro che investa nella drammaturgia contemporanea.
La SIAE, proprio per dare un sostegno concreto alla professionalità e alla creatività dei drammaturghi italiani, ha promosso - con l’ETI e l’AGIS - il concorso di drammaturgia contemporanea "È di scena l’autore". È un’iniziativa che ha lo scopo di sostenere l’autore nell’intero percorso artistico: dall’idea alla sua realizzazione concreta in uno spettacolo teatrale, in modo che il processo creativo trovi la giusta conclusione sul palcoscenico di un teatro.
Gli autori saranno così collegati alle imprese di produzione e agli interpreti teatrali: la SIAE ha erogato un premio in denaro, l’AGIS ospiterà tutte le attività necessarie all’allestimento dello spettacolo e l’ETI si è impegnato a garantire un congruo numero di recite per veicolare sul territorio gli spettacoli teatrali selezionati. Il vincitore di questa prima edizione è stato Giovanni Clementi, con il testo l’Ebreo, premiato il 18 aprile scorso.
È vero, comunque, che vi è un accresciuto ricorso alle opere cadute in pubblico dominio, sempre più presenti nei cartelloni dei teatri. Ritengo che il fenomeno abbia due ragioni: la prima è di carattere economico, poiché su queste opere si risparmiano i diritti SIAE; la seconda ragione è che l’opera caduta in pubblico dominio è un’opera nota, già collaudata, pertanto si può prevedere maggiormante quale sarà l’accoglienza del pubblico. Gli impresari, pertanto, le preferiscono, perché corrono meno rischi. Con la SIAE stiamo anche valutando se riservare ai giovani autori delle agevolazioni sui diritti, in modo da poter favorire la scelta da parte degli impresari. Si tratta di varie iniziative, come vede, con le quali speriamo di ottenere dei risultati".

Tutti i numeri
Vi sono numerose compagnie che presentano i loro spettacoli in spazi non teatrali (scuole, altri luoghi pubblici) e che riescono in questo modo ad aggirare i diritti d’autore. Del resto, spesso, se queste compagnie, che lavorano - magari - per le scuole, dovessero pagare i diritti d’autore non potrebbero permettersi di lavorare a costi bassi, quindi non verrebbero chiamate dalle scuole e non potrebbero portare ai giovani il loro lavoro. Non si potrebbe, allora, studiare una formula per differenziare gli oneri a seconda dei committenti?
"Devo dirle che è un’ipotesi alla quale stiamo lavorando. Il nostro centro studi, che si occupa prevelentemente di questioni giuridiche, sta elaborando anche una ipotesi di questo genere per facilitare l’accesso agli autori delle Compagnie giovanili, studentsche. È comunque un ambito in cui occorre utilizzare cautela, dove va discriminato fra le iniziative realmente a servizio della promozione del teatro e le iniziative in cui si sfiora la speculazione commerciale".
Il vostro portafoglio di autori, viventi e no, è notevole. Come viene segnalato, promosso, sostenuto? Sono previste pubblicazioni-catalogo delle opere teatrali da voi tutelate?
"Un’importante iniziativa per far conoscere, in Italia e all’estero, i nostri autori è stata quella di istituire una banca dati per gli associati alla Sezione DOR (Drammatica Operette e Riviste) della SIAE, che ad oggi sono oltre 11.000. Si tratta di una "vetrina" di presentazione degli stessi autori, che permette di consultare on line la biografia e la sintesi delle opere trasmesseci da quelli che hanno aderito all’iniziativa". 
Si parla di un pubblico crescente che frequenta le sale teatrali. Questa crescita è determinata dal teatro pubblico, dal teatro privato, dal teatro amatoriale?
"I dati elaborati dall’Ufficio statistica della SIAE indicano che – nel 2006 – si sono registrati aumenti nel settore teatrale sia in relazione al numero degli spettatori (22,5 milioni, + 5,92%), sia in relazione alla spesa al botteghino (358 milioni di euro, +6,87%). Dopo la conferenza stampa di presentazione al Burcardo sarò in grado di darle i dati relativi al primo semestre 2007.
Solo per le opere teatrali affidate alla tutela della SIAE vi sono state 73.640 rappresentazioni, di cui 54.682 da parte di compagnie professionali e 18.958 da parte di compagnie amatoriali".
Inoltre, esiste una suddivisione del pubblico per generi; cioè quanti sono quelli che frequentano la commedia, quanti il musical, quanti il cabaret, quanti il dramma, ecc.?
"Sempre in relazione alle opere tutelate dalla SIAE, quasi 15 milioni di italiani hanno assistito a spettacoli di prosa, 2 milioni a opere liriche, circa 1.800.000 a balletti, 1.300.000 a commedie musicali e circa 2 milioni e mezzo a spettacoli vari (cabaret, circo, burattini e marionette ecc.)".

Nell’ultimo anno sono state depositate alla SIAE quasi 4.000 opere teatrali e sono stati rilasciati circa 850 permessi generali di rappresentazione a compagnie professionali, mentre oltre 3000 sono state le rappresentazioni ad opera di compagnie amatoriali

"È di scena l’autore". È un’iniziativa che ha lo scopo di sostenere l’autore nell’intero percorso artistico: dall’idea alla sua realizzazione concreta in uno spettacolo teatrale, in modo che il processo creativo trovi la giusta conclusione sul palcoscenico di un teatro

Dati SIAE: nel primo semestre 2007
cresce la voglia di spettacolo

Aumenta la voglia di spettacolo e di cultura nel nostro Paese. Solo nei primi sei mesi del 2007 oltre 170 milioni di italiani sono andati al cinema, a teatro, a ballare, ai concerti e agli altri generi di spettacolo, compresi quelli gratuiti.
Complessivamente la spesa del pubblico è di 1.607 milioni di euro, un importo che comprende tutte le somme destinate alla fruizione di spettacoli, di cui 947 milioni di euro per biglietti e abbonamenti (cosiddetta spesa al botteghino), acquistati da 124 milioni di italiani, il 7,39% in più rispetto ai primi sei mesi del 2006.
All’aumento della domanda corrisponde anche un incremento dell’offerta di spettacolo (+ 6, 70%) con 1.362 mila eventi censiti dalla SIAE in tutta Italia.
Quasi 60 milioni i biglietti venduti (cosiddetti "ingressi") nel settore cinematografico (+4,4%), cui seguono il ballo e concertini con 17,4 milioni – in cui si è registrato l’aumento più significativo (+17,98%) - il teatro con 13,8 milioni (+4,45%), lo sport con 13,3 milioni (+9,59). Gli aumenti in percentuale rispetto ai primi sei mesi del 2006 si sono registrati anche in tutti gli altri settori, come quello dei concerti (5 milioni di ingressi, con incremento dell’11,59%), delle mostre (9,8 milioni +10,55%), e degli spettacoli di vario genere (es. sagre, feste religiose, festival politici ecc.) che indica circa 840.000 ingressi con un incremento dell’8,86%.
La spesa del pubblico si è mantenuta stabile rispetto allo stesso semestre dello scorso anno, mentre la spesa al botteghino è aumentata del 4,71%.
La maggiore spesa del pubblico si è registrata nel settore del ballo e concertini, con 519 milioni di euro, anche se, rispetto al primo semestre 2006, è aumentata solo del 3%.
Nei singoli comparti, l’aumento più significativo rispetto al primo semestre 2006 si è avuto nella spesa relativa ai concerti (102,6 milioni di euro, + 14,91%), settore che ha registrato anche un aumento nella spesa al botteghino (+19,78%), nell’offerta (+53,28%) e nella domanda di spettacolo (+11,59).
Seguono gli eventi di vario genere, con un incremento di +9,24% e una spesa del pubblico di 31 milioni di euro; il cinema (+ 6,89%) con 377,9 milioni di euro; le attrazioni dello spettacolo viaggiante (+6,15%) dove sono stati spesi 95,9 milioni di euro; le mostre con un incremento del 4% e una spesa di 74,3 milioni di euro.
Si è mantenuta quasi del tutto stabile la spesa del pubblico nel settore teatrale (-0,46% con 216,2 milioni di euro) - che comprende prosa, lirica, balletto, commedie musicali, burattini e marionette, cabaret e circo – dove si segnala un aumento del 60,54% nella spesa per assistere a commedie musicali. 
E’ diminuita invece la spesa per lo sport (-25,82% ) che – tranne per il settore degli sport individuali (es. atletica leggera, tennis) – ha registrato una flessione in tutti i settori (calcio, altri sport di squadra, bowling ecc.). 

Roma, 23 novembre 2007

Assumma: più aiuti allo spettacolo dal vivo

Intervenendo alla conferenza stampa sui dati SIAE relativi al primo semestre 2007, il Presidente Giorgio Assumma ha sottolineato il valore sociale di queste rilevazioni per l'economia culturale del nostro Paese.
"La voglia di spettacolo nel primo semestre 2007 è aumentata: gli italiani hanno speso un miliardo e 607 milioni di euro, il 7,39% in più rispetto al primo semestre 2006" ha dichiarato il Presidente Assumma. "Voglio subito dirvi che ci sono buone notizie per la musica. Intendo per la musica dal vivo, quella dei concerti, che l’anno scorso, nel primo semestre del 2006, aveva registrato un -12,67% nella spesa del pubblico, dato che nell’intero 2006 era poi risultato ridimensionarsi in un -6,38%. In questo primo semestre 2007 invece, la spesa del pubblico per i concerti (102 milioni e mezzo di euro) rappresenta l’aumento più significativo rispetto agli altri generi di spettacolo: +14,91%. Se poi sommiamo 10 milioni di euro (dove confluiscono gli introiti per prestazioni pubblicitarie, i proventi da sponsorizzazioni e da riprese televisive ecc.) il volume d’affari dei concerti raggiunge i 112 milioni di euro. Cifra più che rispettabile che colloca l’attività concertistica tra i settori trainanti nell’economia dello spettacolo. Eppure per esempio la musica dal vivo non gode di una sufficiente considerazione da parte del parlamento, dove esistono disegni di legge che contengono interessanti spunti per aiutare e promuovere concretamente la musica, ma nessuno è ancora diventato legge. Insomma la musica leggera, che tanto leggera non è, deve avere pari dignità rispetto ad altri settori dello spettacolo, come il cinema e il teatro.
Diamo adesso un’occhiata alla top-ten dei concerti elaborata dal nostro Ufficio Statistica, trovate per 4 volte Vasco Rossi, al primo, secondo, quinto e sesto posto, tutti conquistati con concerti allo stadio Meazza di Milano e allo stadio Olimpico di Roma. Al terzo posto Laura Pausini, al quarto Renato Zero, al decimo Biagio Antonacci. Se non fosse per il settimo posto aggiudicato al gruppo rock statunitense dei Red Hot Chili Peppers, avremmo avuto una top-ten dei concerti tutta italiana.
Più o meno stabile la spesa del pubblico per il teatro, nella cui top ten Benigni con il suo 'Tutto Dante' sta al primo posto, seguito da 'Volevo fare il ballerino' di Fiorello.
Per il cinema (che registra ben 60 milioni di biglietti venduti), il primo posto è di 'Manuale d’amore 2' di Giovanni Veronesi e se il secondo posto va a 'Spider Man 3', il terzo è del film americano di un giovane regista italiano, Gabriele Muccino, 'La ricerca della felicità'.
Per la lirica (+6,10% la spesa del pubblico), neanche a dirlo, ha stravinto Verdi con le prime tre posizioni occupate rispettivamente da una replica di 'Aida' e due del 'Nabucco', tutte e tre nella splendida Arena di Verona.
Esaminando poi come è andato lo spettacolo nelle principali città italiane vi segnalo che:

a Bologna c’è stato un incremento degli eventi nei concerti di musica leggera, ma la spesa del pubblico più rilevante è quella dello sport (10,2 milioni di euro), seguono cinema (6,1 milioni) e ballo e concertini (4,9 milioni);

a Firenze la spesa del pubblico maggiore è quella del ballo e concertini (14,4 milioni di euro), seguono cinema (6,8 milioni) e attività teatrale (5,7 milioni); grandissimo aumento nel capoluogo toscano per le mostre ed esposizioni;

Milano non delude mai per il teatro (29,4 milioni di euro spesi), seguono il ballo e i concertini (28 milioni) e il cinema (19,7 milioni);

Roma invece spende di più per il cinema (38 milioni di euro), poi per il teatro (32,6 milioni) e il ballo e concertini (25,9 milioni), superando così Milano nella spesa per gli spettacoli;

al di là di ogni previsione a Torino la spesa maggiore è per il ballo e i concertini (10,9 milioni di euro), seguono lo sport (10,4) e il cinema (10,3)".

Roma, 23 novembre 2007

Giorgio Assumma (a destra) con il Presidente dell’ANICA (Associazione Nazionale Industrie cinematografiche, Audiovisive e Multimediali) Paolo Ferrari.


 
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