Il Messaggero, 14 novembre 2008
Ernani: discriminare non si può
La situazione delle Fondazioni liriche, forse, non è mai stata così preoccupante, a causa delle esigenze di riforma non soddisfatte e dei i paventati tagli al Fus. Per questo è importante che il ministro Bondi si sia impegnato, attraverso un gruppo di lavoro formato da rappresentanti del ministero, dei sovrintendenti e dei sindaci, di studiare questi due punti entro i prossimi 30 giorni, in modo da gettare le basi per un disegno di legge riguardante la riforma.
Uno degli aspetti fondamentali del provvedimento dovrebbe essere un intervento sulla defiscalizzazione dei contributi degli investitori privati: ovvero, sia il mondo dell'impresa, che adesso può detrarre le tasse ma entro limiti piuttosto stretti, sia i cittadini singoli, che non possono detrarre nulla. L'ideale sarebbe ampliare i limiti per le aziende e inserire la detassazione per le persone fisiche. Il ministro ha poi promesso un'integrazione di 18 milioni per compensare gli annunciati tagli al Fus, attualmente di 25 milioni. Quindi il taglio verrebbe almeno ridotto.
In ogni modo la soluzione dei problemi di qualsiasi teatro resta legata alla politica dello Stato nei riguardi delle Fondazioni e alla qualità delle singole gestioni. Anche senza tener conto dei tagli, le risorse concesse dal governo sono ferme al 1998 e ci espongono a un'incertezza perenne. Il Theatre la Monnaie di Bruxelles riceve dal suo governo 32 milioni, l'Opera di Roma 23 milioni più 3,6 per suo ruolo di rappresentanza come teatro della Capitale.
Invece non mi preoccuperei più di tanto per le ipotesi di regionalizzazione delle Fondazioni: in un'Italia federale sarebbe normale, come lo è stata a suo tempo la municipalizzazione. E non sarebbe un problema nemmeno se venissero stabilite delle eccellenze di alcune Fondazioni piuttosto che di altre, purché si configurino come fatti emblematici e morali. Non sarebbe giusto, invece, se dovessero dare diritto a finanziamenti diversi da quelli che competono secondo le regole e i meriti. Per questo, ciò che ha detto il ministro Bondi sull'eccellenza di alcuni teatri andrebbe chiarito. Per quanto riguarda l'Opera, il nostro Cda è stato convocato per il 28 novembre per esaminare la situazione che si verrebbe a creare con la conferma dei tagli».
Francesco Ernani
Sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma |