
edward bond : autore
Edward Bond, nato nel 1934, autodidatta, come Pinter
e Stoppard, regista dei suoi testi, trova che nella scuola si riscontra
la prima forma di violenza sociale a cui è indispensabile ribellarsi.
Nei primi anni '60, proprio all'inizio della sua carriera, entra a
far parte del Writer's Group, riunito presso il Royal Court Theatre
sotto la direzione del regista William Gaskill, che propone un'esperienza
teatrale concreta iniziando i giovani alle tecniche brechtiane e all'improvvisazione.
Bond debutta con Il matrimonio del Papa (The
Pope's Wedding, 1962)
e si afferma con Salvo (Saved, 1965), impressionando
il pubblico con un ritratto impietoso della vita squallida e violenta
di un gruppo di operai londinesi che arriva a compiere l'atto mostruoso
della lapidazione di un bambino nella sua culla. Assimilata la lezione
brechtiana, Bond predilige la divisione del testo in scene e non in
atti, si orienta verso un'estrema essenzialità scenografica,
e ricorre in modo sistematico alle note introduttive al testo, che
costruisce come analisi e non come drammatizzazione della vicenda.
Sviluppando una poetica teatrale non naturalistica, Bond parte dal
teatro epico per spingersi oltre, usando la storia come ambientazione
privilegiata da cui osservare con un certo distacco gli eventi e le
problematiche contemporanee.
La necessità di rinnovamento e sperimentazione
lo spinge all'impiego di stili diversi: dal realismo scarnificato dei
primi lavori alla fantasia surreale, dai toni farseschi, in Quando
si fa giorno (Early Morning,
1968, testo censurato), alla parabola brechtiana in La
stretta via al profondo Nord (Narrow road
to the deep North), e ancora alla rivisitazione
shakespeariana in Lear (1971), come pure al mitico della tragedia
greca in La donna (The Woman, 1978): testo presentato
dall'autore nello spazio dell'Olivier al National Theatre che prendendo
spunto dai testi di Sofocle e Euripide offre una rilettura della guerra
di Troia da un punto di vista prettamente femminile. Al centro del
suo teatro si colloca l'umana specie e la mutevolezza dei suoi valori:
dapprima l'interesse è puntato
su fenomeni di alienazione e violenza, poi si rivolge alla causa di
tali atteggiamenti analizzando il potere nelle sue sfaccettature (Il
mare, The sea, 1973; Il fagotto, The Bundle, 1978; Restaurazione,
Restoration,
1981) per approdare alla controversa questione della figura e del ruolo
del poeta nella società e i suoi rapporti
con la classe egemone (La stretta via al profondo
Nord, 1968; Bingo, 1973 e Il giullare, The
fool, 1975). Attento
curatore della parte riservata alla regia, Bond si concentra sul testo
quanto sugli attori, che devono essere, nelle sue parole, «the
illustrations of the story as well as the speakers of the text [...]
and not be swept by emotion» (gli illustratori della storia e
i portavoce del testo [...] e non lasciarsi trascinare dalle emozioni).
La violenza, la crudeltà e
in genere le immagini aspre e brutali del suo teatro gli hanno procurato
scarsa notorietà e poco favore tra il pubblico, ciònonostante
rimane uno dei più celebrati scrittori di sinistra ad essere
emerso dal teatro 'fringe' con vera originalità e grande forza
per farsi spazio nei teatri istituzionali: presso la Royal Shakespeare
Company (RSC) nell'85 con la trilogia The war
plays sulla guerra e
l'olocausto nucleare (messi in scena da Luca
Ronconi, sotto il titolo
Atti di guerra, in scena a Torino durante le manifestazioni
dei Giochi Olimpici) e al Leicester Haymarket con Jackett II nel '90.
Tra le ulime opere ricordiamo Undici canottiere, che denuncia, appunto,
la violenza perpretata in ambito scolastico, presentata al Festival
di Asti.