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Edoardo Sanguineti

edoardo sanguineti : poeta 1930 - 2010

È nato a Genova nel 1930. E' stato docente a Torino e a Salerno, per tornare a Genova, dove attualmente risiede.Presente nell’antologia dei Novissimi, è stato un esponente di punta del Gruppo ’63, portando ai convegni del gruppo una originale teoria dell’avanguardia in chiave marxista (basata sul rapporto di ideologia e linguaggio).È stato consigliere comunale di Genova. Nel 1979, è stato eletto deputato come indipendente nelle liste del Partito Comunista, restando in Parlamento fino al 1983.
La sua attività di scrittore copre molti generi e ambiti.Come poeta, Sanguineti ha dato inizio fin dagli anni Cinquanta ad una ricerca avanzata, con Laborintus, Varese, Magenta, 1956, cui hanno fatto seguito le raccolte: Erotopaegnia,
Triperuno, T. A. T., Wirrwarr, Postkarten, Stracciafoglio. Poesie 1977-1979, Scartabello, Due ballate, Alfabeto apocalittico, Quintine, Novissimum Testamentum, Bisbidis,Senzatitolo, Libretto, Corollario, Cose.

Edoardo Sanguineti

Raccolte complessive sono:Opus metricum 1951-1959, Catamerone 1951-1971, Segnalibro. Poesie 1951-1981.
Nel campo della narrativa, ha pubblicato: Capriccio italiano, Il Giuoco dell’Oca.
Testi per il teatro sono contenuti in K e altre cose, Milano, Scheiwiller, 1962; Teatro, Milan, Feltrine.
Di impianto teatrale sono anche le Storie naturali, Milano, Feltrinelli, 1971.
Adattamenti e rifacimenti sono Orlando Furioso, Roma, Bulzoni, 1970; Faust. Un travestimento, Genova, Costa & Nolan, 1985.
Sanguineti ha collaborato con vari artisti (come Enrico Baj), musicisti (come Luciano Berio, per il quale ha scritto vari libretti), registi teatrali, come Andrea Liberovici (Il mio amore è come una febbre e mi rovescio, Milano, Bompiani, 1998) e registi cinematografici (ha partecipato come attore al film Niente stasera di Ennio De Dominicis).

Edoardo Sanguineti

Copiosa è anche l’attività saggistica dell’autore: Interpretazione di Malebolge, Firenze, Olschki, 1961
Tra liberty e crepuscolarismo, Milano, Mursia, 1961
Tre studi danteschi, Firenze, Le Monnier, 1961
Alberto Moravia, Milano, Mursia, 1962
Ideologia e linguaggio, Milano, Feltrinelli, 1965 (uscito in seconda edizione ampliata nel 1970)
Guido Gozzano. Indagini e letture, Torino, Einaudi, 1966
Il realismo di Dante, Firenze, Sansoni, 1966
La missione del critico, Genova, Marietti, 1987
Lettura del Decameron, Salerno, Scrittura, 1989
Dante reazionario, Roma, Editori Riuniti, 1992
Per una critica dell’avanguardia poetica in Italia e in Francia (insieme a Jean Burgos), Torino, Bollati, Boringhieri, 1995
Il chierico organico. Scritture e intellettuali, a cura di Erminio Risso, Milano, Feltrinelli, 2000.
Inoltre, Sanguineti è autore di una antologia della Poesia italiana del Novecento(Torino, Einaudi, 1969) tuttora fondamentale.
Ha curato le edizioni, tra l’altro, di G.Pascoli, Poemetti, Torino, Einaudi, 1971; G.Gozzano, Poesie, Torino, Einaudi, 1973; G.P.Lucini, Revolverate e Nuove revolverate, Torino, Einaudi, 1975.
Ha collaborato a quotidiani come "Paese Sera", "L’Unità", "Il Lavoro".
Raccolte dei suoi scritti sono: Giornalino 1973-1975, Giornalino secondo 1976-1977,
Scribilli, Ghirigori, Gazzettini.

Edoardo Sanguineti

Tra le numerose traduzioni di cui è autore, ricordiamo Il giuoco del Satyricon.
Ha rilasciato una lunga intervista a Fabio Gambaro, pubblicata con il titolo Colloquio con Edoardo Sanguineti. Quarant’anni di cultura italiana attraverso i ricordi di un poeta intellettuale.
La poesia di Sanguineti, anche quando ha superato la fase di dichiarata avanguardia ha continuato a mettere in atto procedimenti di rottura, di frammentazione e di apertura (si noti l’uso delle parentesi; e la conclusione dei testi, sempre lasciata in sospeso con i due punti).
Molto spesso si è affidato a una poesia-diario di viaggio, in modo da incentivare il plurilinguismo nell’immissione di vocaboli di lingue straniere, la dialogicità, la rapidità della nota e del passaggio da uno spunto all’altro; e in modo, altresì, da focalizzare il testo intorno all’"io", non però al fine di sublimare liricamente il vissuto, ma al contrario a scopi di demistificazione, di analisi materialistica e politica dell’io. Soprattutto grazie alle risorse tecniche dell’accostamento acrobatico di parole dai suoni simili (fin quasi al nonsense), Sanguineti perviene a un efficace straniamento dei contenuti culturali, aggrediti con le cariche del comico e del grottesco.

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