Se andassimo a indagare nella storia del teatro, degli artisti di teatro, registi, autori, attori scopriremmo che molti di essi hanno fondato la loro attività e i loro successi sul rapporto di coppia sia essa costituita dal binomio marito e moglie, o come semplici compagni di vita. La coppia tra artisti, in teatro, nasce a volte o perché i due si trovano a lavorare insieme, quasi obbligati dal ritmo della vita teatrale - prove, repliche, ristorante, albergo - oppure perché, stando insieme, individuano una forza creativa, un’affinità elettiva, che maggiormente li lega. Penso alle coppie come Lina Morelli e Paolo Stoppa, Gianni Santuccio e Lilla Brignone, Giuliana Loiodice e Aroldo Tieri, Giorgio Strehler e Valentina Cortese prima, poi con Andrea Jonasson, Luigi Pirandello e Marta Abba, Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio, Vitaliano Brancati e Anna Proclemer e poi sempre Anna Proclemer con Giorgio Albertazzi, Valeria Moriconi e Franco Enriquez, Dario Fo e Franca Rame, Gabriele Lavia e Monica Guerritore, Federico Fellini e Giulietta Masina, Roberto Benigni e Nicoletta Braschi, Michelangelo Antonioni e Monica Vitti, Carla Fracci e Beppe Menegatti, tanto per citarne alcune (le altre coppie non citate, piccole o grandi che siano, ci scuseranno). Cosa vuol dire questo assunto? Vuol dire che il lavoro degli artisti dello spettacolo si modella in funzione di questo legame, della scelta dei testi, del modo di realizzarli, di interpretarli. Sì, perché lo studio, l’approfondimento, la verifica va oltre il tempo consentito dalle prove: entra nella casa, nell’intimità. Ma questa intesa produce anche alcuni condizionamenti: il repertorio si sceglie in funzione della coppia e quindi le parti devono essere di eguale portata per evitare che uno faccia da spalla all’altro. Il rischio è che in scena debba riuscire meglio uno che l’altro, con evidenti momenti di gelosia professionale, a meno che uno dei due decida di mettersi in secondo piano per consentire all’altro il successo. Oppure il logoramento del rapporto, con gravi conseguenze professionali e artistiche.
Al di là di queste considerazioni bisogna prendere atto che quando nasce l’amor furente sulla scena, nello spettacolo dal vivo o no, arrivano ondate di emozioni che il pubblico ama ricevere, perché così mescola, intreccia il privato degli attori a ciò che sono nello spettacolo.
Inoltre provoca un’affannosa ricerca di letture per individuare i testi, i temi, i personaggi giusti; a volte sollecitano gli autori a scrivere per loro. Si mette in moto una corrente energetica, avvolgente, che si alimenta di un combustibile deflagrante: l’amore, l’eros, la passione.
Sul piano della resa interpretativa si hanno risultati eccellenti, poiché i due sono spinti da motivazioni forti, di affermarsi non più come individui ma come coppia. Tutti noi dobbiamo ringraziare ogni qualvolta scocca la scintilla fra due artisti, perché da lì a poco assisteremo a qualche fiammata artistica e a quel calore saranno in molti a riscaldarsi. La coppia artistica, in qualunque campo operi, danza, prosa, lirica, offre una risultante di forze che produrrà un nuovo tassello per la storia dello spettacolo.