Se si vuole conoscere meglio l'ecletticità artistica di Dario Fo ci si deve recare a Pontedera, dove il Comune, in collaborazione con la Provincia di Pisa, la Regione Toscana, la Fondazione Piaggio, l’Associazione Sete Sòis Sete Luas, la Compagnia Teatrale Dario Fo e Franca Rame, ha messo in piedi un grande evento culturale, dedicato interamente all'artista milanese, che oltre ad essere drammaturgo riconosciuto con il premio Nobel nel 1997, sorprendendo intellettuali e letterati, è anche un valido pittore, scenografo, costumista, attore-affabulatore e pantomimo. All’artista Pontedera ha voluto dedicare, dicevamo, una mostra documentale (disegni, pitture, arazzi, costumi, pupazzi, manichini, maschere della Commedia dell'Arte, manifesti, locandine, libri, per un totale di circa trecento elementi) dislocata in tre spazi distinti, museo Piaggio, il Centro per l’Arte Otello Cirri, il Centrum Sete Sòis Sete Luas. E una serata spettacolo al teatro Era di Pontedera il 16 aprile, giorno di apertura della manifestazione che si concluderà entro il mese di giugno.

Un progetto nel suo insieme sintetizzato nel titolo Pupazzi con rabbia e sentimento. La vita e l’arte di Dario Fo e Franca Rame e per ciò è stato necessario un investimento di circa 100mila euro, tra Comune (30.000 euro) e il rimanente raccolto tra vari sponsor che meritano di essere tutti ricordati: SAT Aeroporto Galileo Galilei Pisa, Assiteca Broker Internazionale dal 1982, Vittoria S.p.A Concessionaria BMW, Bandecchi & Vivaldi Editori, CAMST la Ristorazione Italiana, Eco Acciai lavorazione rottami metalli, Giusti per l’ Edilizia, Monte dei Paschi di Siena, Publiart- Pubblicità, Unicoop Firenze.

Questo omaggio a Dario Fo ha per noi un profondo significato culturale e politico perché rappresenta una sfida alla mentalità di certi politici che penalizzano la cultura a suon di tagli. Qui a Pontedera emerge con chiarezza che la cultura è investimento, è sviluppo, è impegno civile, è un atto propositivo per la crescita della collettività.

Navigando nei saloni dei tre spazi espositivi si ha la dimostrazione certa di quale sia stato nel corso degli anni il contributo che Dario Fo ha dato con la sua arte, con il suo impegno politico, alla nostra storia, alla nostra memoria, tanto profonda è la traccia solcata.
Se ne esce con una tale pienezza di immagini, colori, forme, suggestioni da farci sperare che la mostra abbia carattere permanente.

Ma la generosità artistica e umana di Dario Fo, ben ricordata da Roberto Bacci, direttore artistico del Teatro Era, si è dimostrata con la lezione-spettacolo realizzata espressamente per questo evento. Che Fo sia un attore affabulatore lo si sa da tempo, i suoi numeri pantomimici fondati sul grammelot li conosciamo, la sua arte di mimo dinoccolato è conosciuta ad ogni latitudine. Fo conosce a menadito l’arte dell'improvvisazione e sa bene che non c'è niente d'improvvisato ma ogni gesto è scientificamente premeditato e organizzato: questo ha voluto sottolineare al pubblico, al quale ha insegnato anche come nasce e come deve essere il rapporto di un attore con lo spettatore, come condurlo, come gestire, ricorrendo anche a trucchi, la sua attenzione, dettare il ritmo della partecipazione.

Dario Fo sa tutto questo e l'ha voluto spiegare al pubblico, dimostrando che "recitare è come dipingere", in un teatro strapieno in ogni ordine di posti, sul palcoscenico, nei corridoi, totalmente di giovani, ai quali ha offerto anche la sorpresa di assistere ad un numero nuovo che sicuramente entrerà a far parte del suo repertorio visto il successo ottenuto, quello dedicato al Principe danese e al suo dubbio sulla tragica morte del padre.
Una manifestazione da non perdere, valida per grandi e piccini.
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