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Dario FoIl Messaggero, 22 novembre 2008

"Tutto esaurito", non ci esaurite

ALLA cultura si vogliono appioppare colpi duri. I tagli al finanziamento pubblico potrebbero mettere in ginocchio il mondo del teatro, in tutte le sue componenti. E mentre in Svezia lo Stato dedica a Dario Fo, alla sua figura d'attore in particolare, due bellissimi francobolli, in casa nostra il palcoscenico e i suoi uomini vengono spesso trattati come un'inutile, voluttuaria realtà. Ebbene, al pericolo e all'ostracismo, la scena sta reagendo, almeno in questo inizio di stagione e nei teatri romani, con un bel sequel di "tutto esaurito". Lo Stabile ha cominciato in questo modo sia all'India ("Molto rumore per nulla" di Shakespeare con la regia di Lavia e "Ritter Dene Voss" di Bernhard diretto da Maccarinelli), sia all'Argentina ("Filumena Marturano" di Eduardo, regia di Rosi). L'Eliseo ha tappezzato le bacheche di avvisi ("Non ci sono più biglietti per nessuna recita") in occasione del Pirandello inaugurale, "Il piacere dell'onestà", con Leo Gullotta. Al Sistina sono andati a ruba i posti del "Gran Varietà" di Brachetti. Eccetera. Verrà in mente, a chi taglia e taglia, di dare uno sguardo ai risultati, di accogliere le indicazioni del pubblico? Non esaurite gli "esauriti", please.

Rita Sala



 
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