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Dante Ferretti

dante ferretti : scenografo

Dopo aver conseguito il diploma all’ Accademia delle Belle Arti e la laurea in architettura all’Università di Roma, Ferretti inizia la sua carriera cinematografica come assistente nel film Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini. Da allora ha curato le scenografie dei film più importanti di Pasolini di scenografo, in opere importanti: Medea (1969), Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle mille e una notte (1974), e Salò o le cento giornate di Sodoma (1975).
Inizia quindi la collaborazione con numerosi registi italiani, tra i quali Elio Petri, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Luigi Comencini e nel 1979 inizia a lavorare con Federico Fellini, con il quale collabora  per Prova d’orchestra  (1979), La città delle donne (1980), E la nave va (1983), Ginger e Fred (1986) e La voce della luna (1990).

Dante Ferretti

La fama di Ferretti si espande al di fuori dei confini del panorama cinematografico italiano con Il nome della rosa (1986) di Jean Jaques Annaud, per il quale vince il David di Donatello.
Nel 1989 e nel 1990 ottiene due nomination all’ Oscar, insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo, sua abituale collaboratrice, per Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam e per Amleto di Franco Zeffirelli.
Sul set di Città delle donne di Fellini, conosce Martin Scorsese, con il quale collaborerà per L’età dell’innocenza (1993), grazie al quale riceve la terza nomination all’Oscar. La quarta arriva nel 1994 per L’intervista col vampiro di Neil Jordan. Il rapporto professionale con Scorsese continua con altri film: Casinò (1995), Kundun (1997) che gli vale la quinta candidatura, Gangs of New York (2002) per il quale ha ricostruito la New York di fine ‘800 nei teatri di prosa di Cinecittà, e infine The Aviator (2004) che questa volta garantisce a lui e alla moglie l’ambito premio Oscar.
Nel 2003 partecipa ad un’altra grande produzione americana Ritorno a Cold Mountain di Anthony Minghella.


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