daniele abbado : regista
Nato a Milano nel 1958, si laurea in Filosofia e si diploma presso
la scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano. Dopo
alcune esperienze come aiuto regista in produzioni liriche e teatrali,
debutta nel 1988.
Le sue prime regie rilevano da subito un interesse alla interazione
ed alla fusione fra le varie arti che si andrà definendo sempre
più nel corso degli anni. Accanto a spettacoli come Golem, con
l’attore-cantante Moni Ovadia, creato a Milano nel 1991, e che
ha avuto una felice tournée a Berlino, Roma, New York, Parigi,
figurano le produzioni di opere di Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti
(per i teatri di Lucerna, Torino, Wiesbaden), i progetti multimediali
come Che Guevara - cambiare la prosa del mondo (per Rai Tre - Fonit
Cetra realizzato a L’Avana nel 1989 e 1990), Alexander Nevskij (1990, in collaborazione conStudio Azzurro per la ORF austriaca e Rai
Tre, rappresentato dal vivo a Vienna e a Roma), La casa dei suoni (1992,
per Sony Classical), El traslado (con Roberto Andò), Fiume di
musica (per l’inaugurazione dell’edizione del 1993 del
Romaeuropa Festival), nonché i lavori per il Teatro Festival
di Parma (Quando incomincia lo spettacolo, Progetto Ritsos, Creatura
di sabbia dal romanzo di Tahar Ben Jelloun).
La tendenza a mescolare i diversi linguaggi artistici per elaborare
un codice nuovo, che non risulti da una fusione intesa come perdita
di identità, quanto piuttosto da una fertile interazione, dà vita
al progetto Frammenti sull’Apocalisse, scritto con Roberto Andò e
Nicola Sani, interpretato da Moni
Ovadia e realizzato per il Centro
Videoarte di Ferrara nel 1994 secondo diverse versioni: audio, prodotta
da Radio Tre Rai che ha ottenuto la menzione speciale al Prix Italia ’94;
video installazione per il Museo d’Arte Moderna di Rovereto (1995);
spettacolo, prodotto per Romaeuropa Festival (1995). Lo stesso principio
stilisico e la medesima ricerca è poi alla base anche di Zaide di Mozart/Berio (rappresentato al Maggio Musicale Fiorentino, 1995),
Unreported Imbound Palermo (tratto dal racconto di Daniele Del Giudice,
per la Biennale Musica di Venezia, 1995), e Dokumentation I di Oehring
(Spoleto, 1996, per cui ha ottenuto il Premio Orpheus).
Dal progetto sulla trilogia di Mozart di cui realizza Così fan
tutte (1995), Le nozze di Figaro (1997) e Don Giovanni (1998), nasce
lo spettacolo Mozart, le fataliste, per il Festival Mozart di Rovereto
(1997), coautore lo stesso Daniele Abbado su testi di Diderot. A questo
segue un omaggio a Majakovskij con Majakovskij. L’incidente è chiuso (1998), scritto con Scarzella e Corti ed interpretato da Lucilla Morlacchi.
Per lo Stadttheater di Zurigo, mette in scena Luisa Miller, riscuotendo
un grande successo. Cura la regia di The rape of Lucrezia di Britten
(Teatro Carlo Felice di Genova) a cui seguono Mefistofele (Teatro Vittorio
Emanuele di Messina) e Macbeth (Macerata Opera Festival), tra il 1999
ed il 2000.
Nel 2004 presenta in forma semiscenica all’Accademia Nazionale
di Santa Cecilia di Roma, Wozzeck, e al Teatro Comunale di Firenze
Il Prigioniero e Il Volo di notte di Dallapiccola.