corrado maria falsini : fotografo

Roberto Bolle

Irina Dvorovenko

Don Giovanni

Sylvie Guillem

Roberto Bolle e Polina Semionova

Svetlana Zakharova
Inizia la sua attività fotografica occupandosi prevalentemente
di teatro. L’incontro con Dario Fo segna la nascita di
una lunga e felice collaborazione con uno dei personaggi più rappresentativi
del teatro italiano contemporaneo. Il suo interesse si rivolgerà poi
alla danza, un’arte più consona alla sua espressione professionale,
collaborando inizialmente con la Compagnia Teatrodanza Contemporanea
di Roma. Nel 1983 presenta due mostre personali sulla danza contemporanea,
a Roma e a Bruxelles. Quel suo stile particolare nel ritrarre
la danza e nel tradurla in foto, facendoci rivivere ogni volta le emozioni
del teatro, lo rende uno degli interpreti più validi nel panorama
della fotografia dedicata alla danza. Costante è la collaborazionecon
riviste italiane e straniere specializzate nel settore. Realizza
per la casa editrice Gremese, la documentazione fotografica del libro “Avvio
alla Danza “ e la copertina del libro “Stars of the Opera”. Collabora
con il Gruppo Editoriale Fabbri alla realizzazione della collana “I
Grandi Balletti”. Dal 1988 è il fotografo del Teatro
dell’Opera di Roma e la sua attività si svilupperà parallelamente
nel campo della danza e della lirica. Per l’Ente lirico
cura varie pubblicazioni quali : “La mostra dei costumi di Guttuso,
De Chirico e Manzù”-“Il Festival di musica antica
nella Roma barocca”. Ha inoltre documentato tutto il restauro
architettonico del Teatro. Nel 1990, in occasione del concerto
tenuto a Roma dai tenori Carreras, Domingo e Pavarotti, è l’unico
fotografo italiano autorizzato a documentare il grande evento. Dedicata
alle grandi stelle della danza è la mostra fotografica“Pas
de Flèche” che realizza nel 1993 per il Teatro dell’Opera
di Roma, ottenendo il consenso della critica più autorevole
: "Corrado Maria Falsini si è dedicato ad una
impresa meravigliosa e impossibile : fermare il vento, imbrigliare
il sospiro, catturare le ombre, inchiodare l’attimo fuggente” (V.Ottolenghi). Attualmente
impegnato nella ricerca di nuovi linguaggi, è all’avanguardia
nella comunicazione per immagini, grazie all’ausilio delle tecniche
più moderne di elaborazione digitale.