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LALALA...
BRECHT WEILL! (da Brecht, musiche Weill/Eisler/Marazza)
con Benedetta Laurà e Gianpietro Marazza (Fisarmonica) - Luigi Maione (Chitarra)
Elena Romanytcheva (Pianoforte)
Musiche
Originali e Arrangiamenti: Gianpietro Marazza
Ideazione
e Regia Mattia Sebastiano
Palco regolare: 7x5. Fondale neutro. Luci: 20 farii da 1000 kw - Mixer
semimanuale - 1 Seguipersona in galleria o fondo platea Pianoforte verticale.
Amplificazione: 2 o piu Bose o similari. Mixer 12 canali - Riverbero
- 1 radio microfono a mosca 2 spie su palco. Un fonico
Montaggio: 5/ 6 ore - check-sound compreso
Durata:
h 1, min 20 senza intervallo
L’umorismo
spietato, allegro, carico di spirito rivoluzionario del grande Bertolt
Brecht, viaggia in questo recital all’interno della vita ma come
un flusso inarrestabile tende a sdoppiare, a svuotare, a corrodere ogni
idea, ogni rappresentazione, ogni simulazione, mostrandoci che, ieri
come oggi, il mondo ormai se non proprio nudo è rimasto in camicia...
e quindi tutti i difetti dell’uomo moderno, la costrizione all’odio,
il potere, il nazismo e la persecuzione, la forza del denaro, la prostituzione,
la ricerca di una nuova patria, l’esilio, la perdita della bontà,
la mancanza di contatti umani, sono ancor più visibili e concentrati
in uno dei temi fondamentali della drammaturgia di Brecht: "l’alienazione".
Come dice il titolo, si tratta di uno spettacolo dedicato alla canzone
e alla poesia. Ben sedici brani tra Weill ("L’opera da tre
soldi", "Mahagonny", "Happy End"), Eisler ("Teste
tonde teste a punta") e Marazza (composte per l’occasione
su poesie di Brecht) che vengono reinterpretate dalla particolare vocalità
e dalla carica espressiva di Benedetta Laurà.
"Quando si è nella merda fino al collo non resta che cantare"
disse l’inafferrabile Beckett. "Nei tempi oscuri si deve
anche cantare? Allora si deve cantare dei tempi oscuri" afferma
il concreto Brecht con il suo ironico sorriso, in un’immaginaria
replica.
informazioni +39.02.29.00.55.57
sipariospazioarte@gmail.com