5 ottobre 2007
Supplemento 1 al n.750
Scaparro: Formare e occupare i giovani nel teatro. Perché siano protagonisti del futuro del Paese. Sì al “Progetto Giovani” di Rutelli. L’Agis tra i partner
“Raccogliere la forza che parte dai giovani significa formazione professionale ed occupazione giovanile. Non credo che oggi, nel nostro Paese, ci siano argomenti più importanti”.
Maurizio Scaparro, vicepresidente Agis e direttore della Biennale Teatro di Venezia, commenta, sul Giornale dello Spettacolo, “Progetto Giovani”, la proposta lanciata dal ministro Francesco Rutelli relativa alla formazione e all’occupazione giovanile nel teatro. “Il punto di partenza per questa scommessa – continua Scaparro – potrebbe essere proprio il Campus universitario della Biennale di Venezia, dove mille studenti hanno partecipato a lezioni, stages, e incontri con gli artisti, avendo così la possibilità di mostrare quello che sanno fare. I giovani devono diventare protagonisti del futuro del Paese: se si appropriano dello strumento cultura, possiamo sperare in un vero ricambio generazionale”.
Sul tema della preparazione dei giovani, Scaparro sottolinea come “nella formazione si debba rivedere il concetto del rapporto con la scuola. I giovani di oggi sono multimediali, per cui non è possibile che il Centro Sperimentale di Cinematografia non si occupi di teatro e che l’Accademia d’Arte Drammatica non si occupi di cinema. Lo scopo finale della formazione deve essere l’occupazione, che permetta ai giovani diplomati di evitare la via crucis alla ricerca di una comparsata televisiva”.
Chi può realizzare il Progetto Giovani? “Certamente il governo – continua Scaparro -, insieme agli enti locali e alle singole istituzioni finanziate dallo Stato, che allo Stato devono rendere conto non solo del denaro ricevuto, ma anche della formazione di nuove professionalità”. E ancora “L’Agis svolge da tempo un’attività meritoria con Agiscuola, che ha saputo cogliere l’importanza della formazione del pubblico. Lo si è visto a Venezia con i ragazzi della giuria del Leoncino d’oro per il teatro e per il cinema. Per tutto questo, potrebbe candidarsi ad essere uno dei protagonisti del rinnovamento sotto il segno del Progetto Giovani”.
Riguardo ai luoghi: “Per questo progetto potrebbero essere utilizzate sedi teatrali, che anche in piccoli centri rappresentano un patrimonio aperto solo nelle ore di culto, magari 10 o 20 giorni all’anno. Aggiungerei, inoltre, gli spazi concessi da alcuni teatri stabili. Penso agli esempi del Piccolo di Milano e dello Stabile di Genova, dove c’è sempre stato un forte rapporto con la scuola”.