1 ottobre 2007
Supplemento 1 al n.749
TONI (TEATRO PRIVATO): NO A SINDACI IMPRENDITORI.
SI’ A REGOLE E FONDI
Un "Alfabeto del Teatro" per presentare il Cartellone dell’Antpi
"Zeta come zero assoluto a sindaci, assessori, annessi e connessi, che d’improvviso sono impresari per blandire il pubblico e accaparrare consensi".
Lo scrive, concludendo una sorta di "Alfabeto del Teatro", Roberto Toni, presidente dell’Antpi, l’associazione del teatro privato indipendente, per introdurre in modo originale il Cartellone della stagione 2007/ 2008, realizzato dall’Antpi, e pubblicato sul Giornale dello Spettacolo.
Sono una trentina le imprese, divise per regioni, che attraverso il Cartellone, presentano complessivamente un centinaio di produzioni. Tra i tantissimi artisti che lavorano nei nuovi spettacoli, Carlo Giuffrè, Isa Danieli, Gianrico Tedeschi, Milva, Paolo Ferrari, Rossella Falk, Glauco Mauri, Paola Gassman, Luca De Filippo, Ottavia Piccolo, e via citando, insieme a una quantità di giovani.
Ma per poter lavorare, servono anche norme e fondi adeguati, e, dunque:"D come decreto – scrive Toni – (…) Ancora una volta manca una legge di riferimento (quella presentata alla discussione di istituzioni e operatori è imprigionata in molte correzioni e numerose imperfezioni ). Quindi mediazione non sempre risolutiva: si semplificano alcuni passaggi, si toglie zavorra, si affida alle commissioni un forte potere discrezionale nella valutazione artistica dei progetti. Le regioni entrano in campo con strumenti ancora da esplorare e con leggi e ordinamenti propri assai eterogenei. Serpeggia malessere, legittimo e comprensibile (…)". E, a proposito di fondi: "F come Fus (fondo unico dello spettacolo). Opportunamente rifinanziato dopo la recente desertificazione; ma ancora non basta, siamo al di sotto della media europea per un sistema che, nel suo complesso, non ha niente da invidiare. Se non le regole".
Però, su tutto prevale la scena: "T come teatro – declina l’Alfabeto di Toni – L’unica pratica per reagire al consumismo. Niente è più penetrante del suo hic et nunc, niente è più necessario per tener viva la nostra esistenza assediata. Incoraggiare sempre".