Supplemento 3 al n.745
31 luglio 2007
al Responsabile degli Spettacoli
Il Leoncino d'Oro Agiscuola Teatro a "Zelinda et Lindoro"
Al termine del 39° Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia, è stato assegnato il Premio Leoncino d’Oro Agiscuola per il Teatro 2007 allo spettacolo in lingua francese "Zelinda et Lindoro", adattamento di Ginette Herry, regia di Jean-Claude Berutti.
Il premio corona una fase importante del progetto voluto da Luciana Della Fornace, presidente di Agiscuola, in accordo con Maurizio Scaparro, direttore della Biennale Teatro, e verrà consegnato dal direttore generale per lo spettacolo dal vivo, Salvatore Nastasi, il 7 settembre durante la 64° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella cerimonia per la consegna del Leoncino d’Oro Agiscuola per il Cinema e della Segnalazione Unicef per il film che meglio riesce a comunicare i valori e gli ideali dell'Unicef.
Durante il Festival del Teatro è stato anche assegnato un Leoncino d’Oro Speciale Agiscuola alla giovane attrice francese della Comedie-Française, Leonie Simaga, per la sua interpretazione nel ruolo di Lucietta nel “Campiello” di Goldoni, con la regia di Jacques Lassalle.
La giuria del Leoncino d’Oro Agiscuola, composta quest’anno da 17 studenti universitari, selezionati dalla Fita, federazione italiana teatro amatori, tra i suoi iscritti, ha avuto il compito di assistere ai 20 spettacoli teatrali – tra prime e prove generali – per arrivare alla premiazione. La giuria, coordinata da Piero Papale per la Fita e da Stefania Arcangeli per l’Agiscuola, era composta da Giovanni Amoriello, Giulia Barili, Eleonora Bianchi, Elisa Carrer, Antonio Casella, Francesca Colombo, Fabrizio Curcuruto, Marco D’Agostin, Stefano De Conti, Sarah Elisa Fontana, Selene Fontana, Cesare Gruber, Serena Landriscina, Laura Nenzi, Luciano Salvati, Martina Simoni e Marco Zoppello.
Lo spettacolo “Zelinda et Lindoro” è stato premiato con la seguente motivazione: "per il magistrale adattamento che prosegue sul cammino tracciato da Goldoni e ne approfondisce l’analisi introspettiva dei personaggi; per la regia che, pur mantenendo un impianto tradizionale, dimostra grande originalità nell’uso dello spazio scenico e delle scenografie, restituendo immagini poetiche e suggestive; per la naturalezza e la capacità degli interpreti, molti dei quali giovani, di svelare le molteplici sfaccettature dei personaggi, invitando lo spettatore a vivere un racconto dalle tinte pastello, dai sentimenti veri e sempre attuali".