n.739
7 giugno 2007
al Responsabile degli Spettacoli
FRANCESCONI (AGIS): PROMOZIONE,
RICERCA E DEFISCALIZZAZIONE PER RIFORMARE LO SPETTACOLO
Regioni e enti locali non sembrano ancora pronti. Conoscere sempre
le risorse certe
"Lo Stato deve investire in forma primaria sulla
promozione e sulla ricerca, attraverso una seria selezione. Tutto
il resto deve essere sostenuto da meccanismi automatici di defiscalizzazione,
che passano attraverso tax shelter, credito d’imposta e quant’altro
si muova in questa direzione".
E’ questo, secondo il presidente dell’Agis, Alberto
Francesconi, il principio che dovrebbe essere alla base delle riforme
dello spettacolo.
"Ciò favorirebbe – continua Francesconi sul Giornale
dello Spettacolo – la crescita di un’industria degna
di questo nome e affiderebbe allo Stato il compito fondamentale di
sviluppare la ricerca, mettendola a disposizione dell’industria.
Naturalmente, non in tutti i settori dello spettacolo si può parlare
solo di imprenditoria; in alcuni, i protagonisti sono piuttosto operatori
culturali, che vanno considerati con altri criteri e non solo sulla
base del pubblico che frequenta i teatri o i cinema".
Sulla bozza di legge sullo spettacolo dal vivo presentata dal governo,
Francesconi apprezza la disponibilità del governo a discuterne
con l’Agis, e propone alcune modifiche. "Nei recenti
incontri avuti con il ministro Rutelli e la sottosegretario Montecchi – dice
Francesconi - ci è stato detto che, vista la modifica degli
articoli 117 e 118 della Costituzione, non si può fare a meno
di trasferire quote importanti di risorse alle regioni. Secondo noi,
però, bisogna entrare nei dettagli, per verificare sul territorio
quali siano le attività che hanno una valenza nazionale e
internazionale, i soggetti legati ai progetti, e fare una scrematura
di quello che, a nostro avviso, dovrebbe rimanere di competenza dello
Stato, e di quello che, invece, può essere demandato alle
regioni. Qui, poi – continua il presidente dell’Agis
- si apre un capitolo abbastanza delicato: le regioni e gli enti
locali non ci sembrano ancora del tutto pronti a recepire le problematiche
che riguardano tutto il mondo dello spettacolo. C’è bisogno
di tempo, di concertazione a livello di Conferenza Stato-Regioni,
di corsi di qualificazione del personale degli enti locali, in modo
che professionalità capaci e competenti possano occuparsi
del nostro settore".
Riguardo ai finanziamenti, oltre alle risorse derivanti dal Fondo
unico per lo spettacolo (Fus), di cui l’Agis chiede la riforma
e non l’abolizione, secondo Francesconi bisognerebbe ottenere
maggiore chiarezza anche sulle altre fonti, come Lotto e Credito
Sportivo: "ogni anno dovremmo sapere quali sono complessivamente
i fondi per lo spettacolo, comprendendo tutte le fonti, senza chiederci
ogni volta chi c’è e chi non c’è. Dovremmo
anche sapere con certezza qual è la somma totale messa a disposizione
dello spettacolo dagli enti locali".