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n.737
24 maggio 2007

al Responsabile degli Spettacoli

TEATRO: PROPOSTE DEI PUBBLICITARI PER FAR CRESCERE IL PUBBLICO

Sala (Armando Testa): puntare su media locali e web. Slater (Noesis Comunicazione): pubblicità in luoghi alternativi. Gregorastie (Publicis): creare uno star system. Benedusi (B&B Studio): individuare il target

Puntare su luoghi alternativi come i bar o i centri commerciali; lavorare con i media locali; sfruttare Internet; fare della sala teatrale un luogo di eventi; creare uno star system come fanno cinema e tv; individuare il target cui ci si vuole rivolgere. Questi i consigli degli esperti di comunicazione e pubblicità, intervistati dal Giornale dello Spettacolo per un’inchiesta su come incrementare il pubblico dei palcoscenici, che da dieci anni oscilla tra i 12 e i 14 milioni di spettatori.

"Per migliorare la comunicazione il teatro deve puntare su tre elementi – spiega Maurizio Sala, direttore creativo e vicepresidente dell’agenzia Armando Testa –. Prima di tutto, agire sul territorio attraverso i media locali. Le sale teatrali lavorano su un territorio delimitato, quindi, possono servirsi di emittenti locali. La radio è un media che si apre al commento, fa nascere un’interazione con i possibili spettatori". Stessa funzione può avere il web. "Questo è il secondo elemento su cui puntare. Infatti – prosegue il direttore creativo di Armando Testa – ogni teatro potrebbe avere un blog, per ascoltare i commenti degli spettatori e dialogare con loro". Terzo, il teatro stesso deve trasformarsi in ambiente mediatico. "Infatti – conclude Sala - all’interno della sala teatrale si potrebbero costruire eventi capaci di attirare pubblico prima, intorno e dopo gli spettacoli".

L’inglese Martin Slater, presidente di Noesis Comunicazione, si rifà anche all’esperienza del suo paese, il Regno Unito. "A Londra – spiega Slater - per pubblicizzare gli spettacoli si esce dalla consueta comunicazione. Si fa pubblicità nei pub. Il teatro deve pubblicizzarsi anche su siti web come My Space, U–Tube, creando un mondo della comunicazione che piace ad un pubblico giovane. Raggiungere, perché no, le pagine dei gossip non solo quelle della cultura. Insomma, quando si dice teatro viene in mente la signora di 50 anni che trascina il marito che la segue malvolentieri. Invece, alla parola teatro si deve tornare ad associare un concetto di vitalità".

Alasdhair Gregorastie, di Publicis, consiglia di creare uno star system al pari di cinema e tv. "Il pubblico sta tornando a vedere film italiani anche per attori come Scamarcio – spiega – Lo stesso dovrebbe avvenire in teatro. In più, perché non portare anche il teatro nei centri commerciali come è avvenuto per il cinema? Si potrebbero allestire piccoli palchi e recitare nel centro commerciale una parte della commedia che si vedrà, poi, a teatro. Si potrebbero anche fornire pillole teatrali: pochi minuti sui cellulari, quasi fossero dei trailer, per promuovere gli spettacoli".

Infine, Germano Benedusi di B&B Studio raccomanda di non dimenticarsi della specificità dei diversi modi di fare teatro. "Se per un certo tipo di commedia può andar bene parlarne durante un happy hour – avverte – per un altro forse sarebbe meglio scegliere un bar o anche un’osteria. Regola fondamentale della pubblicità è: ogni pubblico ha bisogno di una comunicazione diversa".

Notizie di Spettacolo, agenzia settimanale dell’Agis, direttore resp. Luigi Pietro Filippi,
reg.Tribunale di Roma n.40 del 24.1.1991 – via di Villa Patrizi, 10, Roma tel.06.88.47.33.83/4/5

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